Billing Itself, famosa guida gastronomica sulle migliori pizzerie del mondo, ha rivelato che il ristorante con il maggior numero di nomination da parte dei collaboratori è stato Pepe in Grani, sito a Caiazzo, un ameno paesino della Campania.
Napoli è di sicuro il regno della pizza, scrive il giovane, ma Caiazzo, una cittadina collinare a circa 30 miglia a nord, personifica il concept di chilometro zero. Franco Pepe è un eroe locale, in tutti i sensi. Egli si rifornisce per lo più presso i produttori locali. Molte persone percorrono grandi distanze per raggiungere Pepe in Grani e la sua pizza.
Franco Pepe utilizza la pizza per promuovere questa parte della Campania e i produttori alimentari artigianali con cui collabora. Egli ha anche fatto rivivere un grano antico in disuso per 50 anni, nel suo impasto a mano.
Ecco le migliori pizze:
La margherita DOP (6 euro) oppone la forza della salsa di Sanmarzano e il saporito della mozzarella di bufala, contro la dolcezza della base. La concretezza del cornicione, pronunciato, offre sostanza alla masticazione per poi disperdersi nelle sensazioni di crudo e fresco e neutro di cui sopra. Nemmeno la minima pesantezza, e un fiorire di gusto che non teme di lasciare la via della tradizione.
L’Alifana (6 euro): cipolla di Alife, la scamorza, la pancetta, su una base bianca. La sorpresa è la nettezza tagliente di gusti tanto forti, ancora in armonia con il loro letto di grano, e con lui pronti a sparire appena deglutito il boccone.
Il calzone, la prova di laurea del pizzaiolo, giunge asciutto, e gonfio. Imbottito di scarola, olive e capperi, non rilascia liquami e mette in evidenza l’amaro ammansito del vegetale, come solo in Campania si riesce a ritrovare.
Torta di pistacchio di rinomata pasticceria del villaggio, ma piuttosto tenere il posto per condividere un’altra pizza. Qualche birra artigianale, la Merylin e la Cubulteria del birrificio Karma di Alvignano per onorare il circondario.